Pre-Eclampsia

La pre-eclampsia, che colpisce circa il 2-8 % delle gravidanze, è una delle principali cause di morbilità e mortalità perinatale e materna.

I primi sintomi di pre-eclampsia, quali l'insorgenza di ipertensione e proteinuria, si osservano dopo 20 settimane di gestazione.

Pre-Eclampsia

La forma grave di pre-eclampsia, la sindrome HELLP (emolisi, enzimi del fegato elevati, piastrine basse), insorge circa nel 20% delle donne affette da pre-eclampsia. Sebbene le cause rimangano poco chiare, la sindrome potrebbe essere scatenata da uno squilibrio dei fattori placentari che inducono la disfunzione endoteliale.

Il fattore antiangiogenico sFlt-1 (tirosin-chinasico fms-simile solubile) agisce come potente antagonista dei fattori proangiogenici quali il fattore di crescita placentare (PIGF) aderendo ai domini leganti ai recettori, prevenendo l'interazione con i recettori endoteliali e pertanto inducendo la disfunzione endoteliale.
Lo screening al I trimestre, eseguito utilizzando il dosaggio di PLGF e PAPP-A, la misurazione della pressione media arteriosa, l'indice di pulsatilità delle arterie uterine e le informazioni cliniche materne, consente di identificare le donne a rischio e quindi effettuare un più attento monitoraggio. È stato dimostrato che con la somministrazione di aspirina prima della 16° settimana di gestazione si possono ridurre i casi di preeclampsia del 50%.
Il rapporto PLGF/s-Flt1 nel II e III trimestre permette invece una diagnosi e la prognosi al termine della gravidanza, più accurate.

Scarica la Brochure "Screening pre-eclampsia nel 1° trimestre di gravidanza"

Scarica  la Brochure "Diagnosi della pre-eclampsia nel 2° e 3° trimestre di gravidanza"

  • Dosaggio eseguito su siero
  • Intervallo di misurazione diretta fino a 7000 pg/ml
  • Altissima sensibilità
  • Dosaggio eseguito su siero
  • Intervallo di misurazione diretta fino a 90.000 pg/ml